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Il magazine Reveline

La bellezza
si capisce
prima di applicarla

Quaranta minuti per capire davvero la tua pelle

Quindici capitoli, una trentina di tavole disegnate, un percorso in cui la tua pedina avanza, un memory, un crucipuzzle, un cruciverba e un quiz dopo ogni capitolo. Sezioni di pelle, nascita di una ruga, molecole, lettura di una formula: tutto quello che non ti mostra nessuno.

Questo magazine spiega, prima di tutto. Che cosa fa la tua pelle, che cosa fanno gli ingredienti, e quali gesti cambiano davvero qualcosa. Hai fretta? Ogni capitolo comincia con l'essenziale in dieci secondi.

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Facciamo conoscenza

Il tuo profilo bellezza

Sette domande, un minuto, niente da scrivere. Le tue risposte personalizzano il tuo percorso e il consiglio finale.

Domanda 1 di 7

Oggi, che cosa ti dà più fastidio delle tue labbra?

Le tue risposte restano in questo browser. Arrivano a Reveline solo se ordini da questo magazine o se ce le mandi tu.

01Anatomia

La tua pelle, in sezione

L'essenziale in 10 secondi 3 min di lettura
  • La pelle ha due mestieri: tenere l'acqua dentro e il resto fuori.
  • La sua superficie funziona come un muro di mattoni: cellule, e un cemento grasso tra loro.
  • Una pelle che pizzica o tira ha quasi sempre il muro rovinato, non un prodotto sbagliato.

Si parla molto di pelle, raramente di quello che fa davvero. Eppure tutto diventa semplice quando si capisce il suo mestiere: trattenere l'acqua all'interno e tenere fuori il mondo esterno. Circa due metri quadrati, qualche chilo, e un lavoro che non si ferma mai. Tutto il resto viene da qui.

Che cosa c'è sotto le tue dita

Sezione semplificata, senza scala reale: lo spessore va da meno di un millimetro sulle palpebre a diversi millimetri sulla pianta del piede.

Che cosa c'è sotto le tue dita12345678
  1. Lo strato corneo. Una ventina di cellule morte, appiattite, sovrapposte come tegole. È quello che tocchi.
  2. L'epidermide viva. La fabbrica. Le cellule nascono rotonde e piene d'acqua, poi risalgono appiattendosi.
  3. Il derma. Il materasso. Collagene, elastina, acido ialuronico: qui si gioca l'elasticità.
  4. L'ipoderma. La riserva di grasso che ammortizza e disegna i volumi del viso.
  5. La ghiandola sebacea. Produce il sebo, quel grasso poco amato che però protegge la superficie.
  6. Il micro vaso. Porta acqua e nutrimento dall'interno, mai dall'esterno.
  7. Le fibre di collagene. Tengono, come la trama di un tessuto.
  8. Le fibre di elastina. Fanno tornare indietro, come un elastico.

Il muro che ti protegge

Lo funziona esattamente come un muro di mattoni. Le cellule morte sono i mattoni e, tra loro, un cemento grasso fatto di , colesterolo e acidi grassi tiene insieme tutto. Quel cemento lo roviniamo ogni giorno senza pensarci: acqua troppo calda, detergenti aggressivi, asciugamano strofinato, vento, riscaldamento, aria condizionata.

Lo stesso muro, prima e dopo

Lo stesso muro, prima e dopoAB123
  1. I mattoni. Cellule morte, piatte, solide, in ordine perfetto.
  2. Il cemento. I grassi che le incollano e fanno la tenuta.
  3. Il muro rovinato. Meno cemento, mattoni che si staccano: l'acqua esce, gli irritanti entrano. È la pelle che tira, che arrossa, che pizzica quando applichi un prodotto.
Da ricordare: quando una pelle reagisce a tutto, il problema è quasi sempre nel muro, non nell'ultimo prodotto provato.

Una pelle, tanti spessori

Sono ordini di grandezza, variano da persona a persona.
ZonaSpessore relativoChe cosa chiede
PalpebraLa più sottile del visoDelicatezza, nessuno sfregamento
LabbroSolo tre o cinque strati di cellule morteUn trattamento nutriente, ripetuto spesso
GuanciaUna quindicina di stratiIdratazione e costanza
Fronte e mentoPiù spessa, più ghiandoleUna detersione adatta, mai aggressiva
Il gesto Reveline
Prima di cambiare prodotto, cambia ritmo. Un trattamento applicato ogni giorno per tre settimane insegna più di un flacone nuovo ogni mese.

Quiz Hai seguito bene?

Nel muro della pelle, che cosa sono i mattoni?

Dove si gioca l'elasticità della pelle?

Una pelle che pizzica appena applichi un prodotto segnala spesso:

Il sebo è:

02Il nostro clima

Il sole, la nostra fortuna e la nostra prova

L'essenziale in 10 secondi 2 min di lettura
  • Il sole accelera quello che gli anni fanno lentamente.
  • Gli UVA attraversano nuvole e vetri, tutto l'anno.
  • Il labbro è il grande dimenticato della protezione, al mare come in città.

Qui il sole c'è quasi sempre, anche in inverno, anche quando il cielo è coperto. È una fortuna per l'umore e una prova per la pelle. Gli specialisti parlano di : in parole semplici, il sole accelera quello che gli anni fanno lentamente.

Due raggi, due profondità

Schema di principio. La quota reale di UVA tra i raggi ultravioletti che arrivano al suolo è di circa il novantacinque per cento.

Due raggi, due profondità1234
  1. I raggi UVB. Si fermano nell'epidermide. Sono quelli che fanno arrossare e scottare. Cambiano molto con la stagione e con l'ora.
  2. I raggi UVA. Molto più numerosi, presenti tutto l'anno, anche dietro un vetro. Arrivano fino al derma, dove vivono le fibre di sostegno.
  3. L'epidermide. Incassa per prima e si ispessisce per difendersi.
  4. Il derma. Qui gli UVA affaticano collagene ed elastina, e lo si vede solo anni dopo.
95per cento

È la quota di UVA tra gli ultravioletti che raggiungono il suolo. Attraversano le nuvole e i vetri, e lavorano in profondità.

Le labbra, le grandi dimenticate

Proteggiamo il viso, quasi mai la bocca. Eppure il labbro non ha quasi difese: nessun film grasso, e sulla parte rossa nemmeno abbastanza pigmento. In spiaggia, in montagna, al volante, resta scoperto per ore. Un trattamento protettivo è il gesto più semplice che esista.

StagioneChe cosa aggredisceIl riflesso giusto
EstateSole diretto, sale, cloro, disidratazioneOmbra nelle ore forti, trattamento ripetuto, bere spesso
InvernoFreddo, vento, aria secca del riscaldamentoTexture più ricche, trattamento notturno sistematico
Mezze stagioniSbalzi di temperatura, allergieCostanza e texture più leggere
Tutto l'annoAria condizionata, aereo, schermi e stanchezzaAcqua, sonno e un trattamento sempre a portata di mano
Dietro un vetro sono protetta?

Dalla scottatura sì, in buona parte. Dall'invecchiamento no: gli UVA attraversano il vetro normale. Una giornata in auto conta.

Con il cielo coperto devo preoccuparmi?

Le nuvole fermano una parte degli UVB, molto meno gli UVA. Un cielo grigio non è una protezione.

Il mare e la piscina fanno davvero male alle labbra?

Il sale e il cloro asciugano, il vento porta via l'acqua, il sole finisce il lavoro. È la combinazione a essere dura.

Vero o falso Quattro affermazioni

I raggi UVA attraversano i vetri.

Gli UVB scendono più in profondità degli UVA.

Il labbro è naturalmente ben protetto dal sole.

Un cielo nuvoloso protegge dagli UVA.

03Idratazione

L'acqua, il vero argomento

L'essenziale in 10 secondi 3 min di lettura
  • La pelle perde acqua in continuazione, anche all'ombra.
  • Secca: manca il grasso. Disidratata: manca l'acqua, e si corregge in fretta.
  • Un buon trattamento attira l'acqua, leviga, poi mette un coperchio. In quest'ordine.

La tua pelle perde acqua in continuazione, anche adesso, anche all'ombra. Si chiama : invisibile, silenziosa, continua. Una pelle in buono stato la limita. Una pelle con il muro rovinato la lascia andare, e a fine giornata tira.

La stessa pelle, con e senza film protettivo

La stessa pelle, con e senza film protettivoAB12
  1. Film intatto. L'acqua resta in gran parte all'interno, la pelle è morbida, il trucco tiene.
  2. Film rovinato. L'acqua se ne va molto più in fretta. A volte la pelle compensa producendo più grasso: ed ecco la sensazione strana di pelle grassa e scomoda allo stesso tempo.

Secca o disidratata non è la stessa cosa

Una pelle non ha abbastanza grassi. Una pelle non ha abbastanza acqua. La prima è un tipo di pelle, la seconda è una condizione. E qui arriva la buona notizia: una condizione si corregge, spesso in pochi giorni.

Pelle seccaPelle disidratata
Che cosa mancaGrassoAcqua
DurataUn tipo di pelle, stabileUna condizione, passeggera
SegnaliRuvida, si desquama, spentaTira, linee sottili, viso stanco
Può colpire una pelle grassaRaramenteSì, molto spesso
Che cosa aiutaGrassi nutrientiAcqua trattenuta, poi un coperchio grasso

La prova del pizzicotto, da fare adesso

È un riferimento quotidiano, non una diagnosi.

La prova del pizzicotto, da fare adesso123
  1. Scegli una zona piatta, sul dorso della mano o sullo zigomo.
  2. Pizzica delicatamente la pelle tra due dita per due secondi, poi lascia.
  3. Guarda: una pelle ben idratata torna subito al suo posto, una pelle disidratata conserva per un attimo il segno e mostra linee sottili.

I tre mestieri di un trattamento

Dietro migliaia di formule esistono solo tre modi di aiutare la pelle a trattenere l'acqua. Conoscerli ti rende libera: saprai leggere qualsiasi prodotto, anche quelli che hai già in casa.

Tre mestieri, tre famiglie di ingredienti

Un buon trattamento per le labbra spesso li combina tutti e tre, in quest'ordine.

Tre mestieri, tre famiglie di ingredienti123
  1. L' attira l'acqua e la tiene, come una calamita.
  2. L' riempie gli spazi tra le cellule e leviga la superficie.
  3. L' mette un coperchio che rallenta l'evaporazione.
3famiglie

Un umettante senza coperchio sopra, con aria secca, può perfino accelerare la perdita di acqua. Per questo l'ordine di applicazione conta quanto la formula.

Bere due litri d'acqua basta a idratare la pelle?

Bere è indispensabile per il corpo, ma quell'acqua arriva alla pelle dall'interno e per ultima. Non sostituisce il film di superficie che le impedisce di ripartire. I due gesti lavorano insieme.

Una nebulizzazione di acqua sul viso è una buona idea?

Solo se subito dopo applichi qualcosa. Altrimenti l'acqua evapora portandosi via anche quella della pelle.

La mia pelle luccica e tira allo stesso tempo: è possibile?

Sì, ed è molto comune. È grassa per natura e disidratata per accidente. Le serve acqua, non un lavaggio più aggressivo.

Vero o falso Quattro luoghi comuni

Una pelle grassa non ha mai bisogno di idratazione.

La pelle disidratata è una condizione passeggera.

L'acqua molto calda deterge meglio e fa bene alla pelle.

Un umettante da solo, con aria molto secca, può peggiorare la sensazione di pelle che tira.

04Il tempo

Da dove nasce davvero una ruga

L'essenziale in 10 secondi 3 min di lettura
  • Una ruga si installa in quattro tappe, nel giro di anni.
  • Le prime tre sono quelle in cui i tuoi gesti contano di più.
  • Di una ruga si vede prima di tutto un'ombra. Una pelle morbida la fa arretrare.

Una ruga non arriva dal nulla in una mattina di novembre. Si installa in quattro tempi, nel giro di anni, e quasi tutti se ne accorgono alla terza tappa. Capire queste tappe cambia tutto, perché è nelle prime tre che i gesti contano di più.

Quattro tappe, la stessa superficie

La barra sotto ogni immagine indica quanto quello stato è installato.

Quattro tappe, la stessa superficie1234
  1. La pelle liscia. Il microrilievo è netto, fitto, regolare. La luce rimbalza in modo uniforme: è questo l'effetto buona cera.
  2. La linea da disidratazione. Una riga sottile che compare la sera e sparisce il giorno dopo. Dipende dall'acqua, quindi è reversibile.
  3. La ruga installata. La piega torna sempre nello stesso punto, anche a riposo. Il sostegno del derma ha iniziato a cedere.
  4. Il solco. La piega è profonda e strutturale. I trattamenti lavorano allora sul comfort e sulla luce, non più sulla profondità.

Tre famiglie, tre cause

Dove si formano

Dove si formano123
  1. Le rughe d'espressione. Fronte, contorno occhi, contorno bocca. Nascono dal movimento ripetuto, cioè dalla tua vita, dalle tue risate.
  2. Le linee da disidratazione. Guance, contorno labbra, ovunque la pelle sia sottile. Cambiano da un giorno all'altro con freddo, stanchezza e vento.
  3. Le pieghe da cedimento. Solchi e contorni che si scavano quando il sostegno profondo diminuisce. Seguono la gravità.

Il microrilievo, visto molto da vicino

Questo disegno a rombi si chiama e si vede a occhio nudo sul dorso della mano, con luce radente.

Il microrilievo, visto molto da vicino123
  1. Fitto e netto. I piccoli rombi della superficie si vedono bene, la luce si diffonde, il viso sembra luminoso.
  2. Che si spiana. Il disegno si appiattisce, compaiono due righe, la pelle cattura meno luce.
  3. Solco installato. Le righe diventano avvallamenti. L'ombra si deposita lì, ed è quell'ombra che si vede prima della ruga stessa.
Quello che si vede di una ruga è prima di tutto un'ombra. Una superficie più morbida e più idratata rimanda la luce in modo diverso, e questo si nota prima di ogni altra cosa.
Che cosa acceleraPerchéChe cosa rallenta
Il sole senza protezioneRovina le fibre di sostegno in profonditàL'ombra, il cappello, una protezione quotidiana
Il fumoRiduce l'apporto dall'interno e affatica le fibreOgni riduzione conta, anche parziale
Lo zucchero in eccessoIrrigidisce le fibre con la Un'alimentazione più stabile, meno picchi
Il sonno scarsoLa riparazione avviene soprattutto di notteNotti regolari, più che lunghe
Lo sfregamento ripetutoAffatica meccanicamente le zone sottiliPicchiettare invece di strofinare

Quiz illustrato Riconosci la tappa

Guarda il disegno, poi rispondi.

In questa tavola, da quale tappa la piega resta visibile a riposo?1234

In questa tavola, da quale tappa la piega resta visibile a riposo?

Perché una pelle con microrilievo fitto sembra più luminosa?123

Perché una pelle con microrilievo fitto sembra più luminosa?

Le rughe d'espressione nascono:

Una linea che compare la sera e sparisce al risveglio è:

05Struttura

Il collagene, la trama che regge tutto

L'essenziale in 10 secondi 3 min di lettura
  • Il collagene è la trama che regge la pelle, come le molle di un materasso.
  • Se ne perde circa l'1 % all'anno dopo i 25 anni: è un calendario, non una colpa.
  • Un trattamento agisce su ciò che si vede: comfort, levigatezza, luce.

Il collagene è la proteina più abbondante del corpo umano. Nella pelle forma una trama flessibile, e l' le permette di tornare al suo posto. Immagina un materasso: il collagene è la molla, l'elastina la gommapiuma che si rialza, l'acido ialuronico l'acqua che riempie tutto.

Dalla molecola al tessuto

Dalla molecola al tessuto123
  1. La tripla elica. Tre filamenti avvolti insieme, una struttura molto resistente alla trazione.
  2. Una trama giovane. Fibre numerose, fitte, ben ordinate. La pelle rimbalza.
  3. Una trama rilassata. Meno fibre, più distanti, meno ordinate. Il tessuto regge meno, la superficie si scava.

Un capitale che diminuisce, ed è normale

Si stima che dai venticinque anni circa la pelle perda ogni anno una piccola parte del suo collagene. Non è un incidente né una colpa: è un calendario, uguale per tutti, con velocità diverse secondo il sole ricevuto, il fumo, il sonno e la genetica.

La curva che non ti mostra nessuno

Curva di principio: illustra una tendenza, non una misura individuale.

La curva che non ti mostra nessuno203040506070100 %75 %50 %25 %123
  1. Verso i venti anni. Il capitale è al massimo, la pelle si ripara in fretta e bene.
  2. Verso i quaranta. La trama è più lasca, le linee sottili impiegano più tempo a sparire.
  3. Dopo i sessanta. Il sostegno profondo è nettamente diminuito e cambia anche la grana della pelle.
1per cento

È l'ordine di grandezza del calo annuo stimato dopo i venticinque anni. In altre parole: niente si gioca in una notte, e niente si recupera in una notte.

Il collagene applicato sulla pelle a che serve?

Diciamolo con chiarezza. Una molecola intera di collagene è troppo grande per attraversare lo strato corneo: resta in superficie. In forma viene tagliata in frammenti piccoli che si comportano come ottimi umettanti. In pratica un collagene cosmetico trattiene l'acqua in superficie e leviga la grana, e questo si vede subito. Non ricostruisce la trama del tuo derma, e nessun prodotto applicato sulla pelle lo fa.

Una frase da tenere davanti a qualsiasi promessa: ciò che si applica sulla pelle agisce soprattutto su ciò che si vede. È già molto, ed è onesto.
Proteggere dal sole, perché gli UVA arrivano al derma e affaticano le fibre.
Dormire con regolarità, perché la riparazione è soprattutto notturna.
Mantenere la superficie ben idratata, perché una pelle morbida si piega senza segnarsi.
Evitare gesti bruschi e sfregamenti sulle zone sottili.

Abbinamenti Ogni parola con il suo ruolo

Tocca una parola a sinistra, poi la sua definizione a destra.

06Primo piano

Le labbra, una pelle a parte

L'essenziale in 10 secondi 3 min di lettura
  • Il labbro non ha quasi nessuna difesa: niente film grasso, pochissimi strati.
  • Se il rossetto sbava, è il labbro a essere secco, non il rossetto a essere sbagliato.
  • Smetti di inumidirti le labbra: la saliva le secca.

Il labbro non è una pelle come le altre, ed è per questo che chiede altro. Tre o cinque strati di cellule morte in superficie, contro una quindicina sulla guancia. Nessuna ghiandola sudoripara, quasi nessuna ghiandola sebacea, quindi nessun film grasso naturale. E un movimento continuo: si parla, si beve, si sorride, si mangia.

La guancia e il labbro, uno accanto all'altro

La guancia e il labbro, uno accanto all'altroAB1234
  1. La guancia. Strato corneo spesso, un vero film grasso in superficie, ghiandole che lo mantengono.
  2. Il labbro. Strato corneo sottilissimo, quasi niente per difendersi dall'esterno.
  3. I vasi. Affiorano sotto il labbro, e da lì viene il suo colore naturale. Un labbro pallido è spesso un labbro freddo o stanco.
  4. Le ghiandole. Presenti sulla guancia, quasi assenti sul labbro: da solo non può difendersi.

I punti di riferimento della bocca

I punti di riferimento della bocca1234
  1. L'arco di Cupido. La doppia punta del labbro superiore. Disegna la bocca e si attenua con il tempo.
  2. Il bordo. La linea tra labbro e pelle. Netto, trattiene il colore. Sfumato, lo lascia scappare.
  3. La commessura. L'angolo della bocca, zona di pieghe e sfregamento, spesso la prima a rovinarsi in inverno.
  4. Il tubercolo. Il piccolo rilievo centrale del labbro inferiore, quello che cattura la luce.

Perché il rossetto sbava

Un rossetto non sbava mai per caso. Sbava perché la superficie che lo riceve è secca e irregolare. Il colore non trova presa, scivola nelle righine verticali, si aggrappa alle pellicine. Cambiare rossetto non risolve niente. Cambiare lo stato del labbro risolve quasi tutto.

Lo stesso labbro, due condizioni

Le righe verticali esistono in tutti, a ogni età. È la loro profondità che cambia.

Lo stesso labbro, due condizioni12
  1. Liscio e nutrito. Le righe verticali ci sono ma sono poco marcate, la luce forma un riflesso unico e netto.
  2. Secco e segnato. Le righe si scavano, il colore ci finisce dentro e migra verso il contorno. È qui che nasce l'effetto sbavatura.
Un labbro levigato trattiene il colore invece di lasciarlo migrare.
Un labbro nutrito riflette la luce, quindi sembra più pieno.
Un labbro morbido sopporta una seconda passata senza segnarsi.
Perché le labbra si seccano di più quando le inumidisco?

La saliva contiene enzimi digestivi ed evapora molto in fretta portandosi via acqua. Il gesto dà sollievo per tre secondi e peggiora tutto il resto della giornata.

Basta il freddo a screpolare un labbro?

Freddo, vento e aria secca del riscaldamento formano il trio abituale. Senza film grasso, il labbro incassa tutto direttamente.

Perché d'inverno il colore dura meno?

Perché la superficie diventa irregolare. Uno scrub delicato e poi un trattamento nutriente cambiano il risultato più di un rossetto nuovo.

Il gesto Reveline
La sera, dedica alle labbra la stessa cura che dedichi al viso. È di notte che il labbro si ripara meglio, ed è il gesto con il miglior rapporto tra fatica e risultato.

Vero o falso Quattro luoghi comuni

Il labbro ha un film grasso naturale come il resto del viso.

Inumidire le labbra con la lingua le idrata.

Se il rossetto sbava, la colpa è del rossetto.

Il colore naturale del labbro viene dai vasi vicinissimi alla superficie.

07Decifrare

Leggere una formula senza essere chimica

L'essenziale in 10 secondi 3 min di lettura
  • In etichetta gli ingredienti vanno dal più presente al meno presente.
  • I primi cinque fanno quasi tutta la formula.
  • I nomi latini sono nomi di piante: Butyrospermum Parkii è il karité.

Sul retro di ogni cosmetico venduto in Europa c'è la stessa cosa: la lista , uguale in tutti i paesi. Sembra ostile, con il suo latino e il suo inglese. In realtà bastano tre regole, e tra due minuti le conoscerai.

Anatomia di una lista di ingredienti

Esempio ricostruito a scopo didattico. Controlla sempre la lista reale, sull'astuccio del prodotto che hai in mano.

Anatomia di una lista di ingredientiINGREDIENTSButyrospermum Parkii ButterCocos Nucifera OilSqualaneCera AlbaRicinus Communis Seed OilHydrolyzed CollagenSodium HyaluronateTocopherolParfumLimonene1 %123+-
  1. La parte alta. Gli ingredienti sono in ordine decrescente di quantità. I primi quattro o cinque fanno quasi tutta la formula: è la vera carta d'identità del prodotto.
  2. La riga dell'uno per cento. Quando un ingrediente scende sotto l'uno per cento, l'azienda può elencare i successivi nell'ordine che preferisce. Un attivo che compare subito dopo quella riga è presente in quantità molto piccola.
  3. La parte bassa. Profumi, conservanti e allergeni regolamentati. La loro presenza in fondo è normale e non dice nulla di male in sé.
  1. Guarda i primi cinque nomiTi dicono che cos'è davvero il prodotto. Un burro in testa significa un trattamento ricco. Acqua in testa significa una texture leggera.
  2. Cerca la riga dell'uno per centoSi intuisce: è lì che i nomi diventano tecnici, corti, e arrivano i profumi. Tutto ciò che segue è in piccola quantità.
  3. Traduci i nomi latiniButyrospermum Parkii è il karité. Cocos Nucifera è la noce di cocco. Ricinus Communis è il ricino. Tocopherol è la vitamina E. Il latino non è un codice segreto, è solo il nome botanico.
Sono tra i nomi più frequenti nei trattamenti per le labbra.
Sull'etichettaIn italianoChe cosa fa
Butyrospermum Parkii ButterBurro di karitéNutre e fa da coperchio protettivo
Cocos Nucifera OilOlio di coccoAddolcisce, leviga la superficie
SqualaneSqualanoEmolliente molto simile al sebo naturale
Cera AlbaCera d'apiDà struttura allo stick, fissa il colore
Hydrolyzed CollagenCollagene idrolizzatoTrattiene l'acqua in superficie, leviga la grana
Sodium HyaluronateSale dell'acido ialuronicoAttira e trattiene l'acqua
TocopherolVitamina EAntiossidante, protegge anche gli oli della formula
Limonene, LinaloolComponenti di profumoVanno segnalati, sono allergeni regolamentati
Quello che la lista non dice mai: le percentuali esatte, la qualità della materia prima e il mestiere di chi ha formulato. Due prodotti con la stessa lista possono dare due sensazioni molto diverse.

Quiz Sai leggere un'etichetta?

In una lista INCI gli ingredienti sono ordinati:

Butyrospermum Parkii Butter è:

Un attivo citato subito dopo la riga dell'uno per cento è:

Limonene compare in fondo alla lista. Significa:

08Al microscopio

Cinque ingredienti, spiegati davvero

L'essenziale in 10 secondi 4 min di lettura
  • Lo squalano somiglia a ciò che la tua pelle produce da sola.
  • L'acido ialuronico non brucia nulla: è una spugna che trattiene l'acqua.
  • Il karité fonde sotto il dito e protegge come un coperchio.

Ecco le molecole che incontri più spesso in un trattamento per le labbra. Non un elenco di promesse, ma che cosa sono e che cosa fanno, disegno alla mano. Non dovrai più credere a nessuno sulla parola.

Lo squalano, il camaleonte

È la molecola più simile a quella che la tua pelle produce da sola. Il sebo contiene , quasi identico ma fragile all'aria. L'industria lo stabilizza in squalano, oggi ricavato da oliva o da canna da zucchero. Risultato: un grasso che non appiccica, non ostruisce, e che la pelle riconosce.

Una catena di trenta atomi di carbonio

Una catena di trenta atomi di carbonioC30 H6212
  1. La catena principale. Trenta atomi di carbonio a zigzag, senza alcun doppio legame: per questo è stabile e inodore.
  2. Le ramificazioni. Queste piccole braccia impediscono alle molecole di impilarsi troppo fitte. Ecco perché la texture resta fluida e asciutta al tatto.

Le ceramidi, il cemento del muro

Ricorda il muro di mattoni. Le ceramidi formano circa metà del suo cemento. La loro forma spiega tutto: una testa che ama l'acqua, due code lunghe che amano il grasso. Affiancate, costruiscono strati impermeabili che tengono l'acqua all'interno.

Una testa, due code

Una testa, due codeHOOHNO12
  1. La testa polare. I gruppi OH e l'azoto attirano l'acqua e collegano tra loro gli strati.
  2. Le due lunghe code grasse. Si incastrano con quelle vicine e formano uno strato impermeabile.

L'acido ialuronico, la spugna

Non è un acido nel senso che temi, non brucia proprio nulla. È una lunghissima collana di zuccheri che il tuo corpo produce da solo, nella pelle come nelle articolazioni. La sua particolarità: trattiene una quantità d'acqua enorme, stimata fino a mille volte il proprio peso.

Il motivo che si ripete, e l'acqua che trattiene

Nelle formule compare spesso come Sodium Hyaluronate, la sua forma in sale, più stabile.

Il motivo che si ripete, e l'acqua che trattienenCOONHOH1 g1 L123
  1. Il motivo di base. Due zuccheri agganciati l'uno all'altro, ripetuti migliaia di volte.
  2. I gruppi carichi. Sono loro ad attirare le molecole d'acqua e a tenerle.
  3. L'ordine di grandezza. Circa un litro d'acqua trattenuto per un grammo di materia. Ecco l'effetto rimpolpante immediato in superficie.

La vitamina E, la guardiana

I danneggiano le cellule e le fibre di sostegno. Un antiossidante si lascia attaccare al loro posto e ferma la catena. La vitamina E fa questo lavoro, e protegge anche gli oli della formula dall'irrancidimento.

Uno scudo chimico

Uno scudo chimicoHOO123
  1. L'anello con il suo gruppo OH. È la parte attiva: cede un atomo di idrogeno e neutralizza l'aggressore.
  2. Il radicale libero. Instabile, aggressivo, cerca ciò che gli manca.
  3. Neutralizzato. La reazione a catena si ferma qui.

Il burro di karité, il coperchio

Il karité è occlusivo ed emolliente allo stesso tempo. La sua composizione in acidi grassi spiega perché fonde al calore del dito e poi resta sul labbro senza colare.

Che cosa c'è in un burro di karité

Proporzioni medie, variabili secondo origine e raffinazione.

Che cosa c'è in un burro di karité45 %140 %28 %37 %4
  1. Acido oleico. Nutre e fonde al calore della pelle.
  2. Acido stearico. Dà tenuta e consistenza.
  3. Acido linoleico. Partecipa al comfort della barriera.
  4. Insaponificabili e altro. La frazione più interessante, ricca di composti protettivi.
Un buon trattamento non è quello con la lista di attivi più lunga: è quello in cui umettante, emolliente e occlusivo sono ben dosati, in quest'ordine.

Memory Il memory degli ingredienti

Gira due carte. Se è lo stesso ingrediente, la coppia è tua, con il suo segreto.

Mosse: 0 · Coppie: 0 su 6

Quiz Tre domande di chimica gentile

Lo squalano è apprezzato perché:

L'acido ialuronico è:

A che serve un antiossidante in un balsamo?

09Materie

Le texture, e perché cambiano tutto

L'essenziale in 10 secondi 2 min di lettura
  • La texture conta quanto la formula.
  • Si applica sempre dal più leggero al più ricco.
  • Il gloss non gonfia nulla: crea un riflesso, e l'occhio vede volume.

Due prodotti possono contenere gli stessi ingredienti e non fare nulla di simile. La differenza sta nella texture: che cosa lascia passare, che cosa trattiene, quanto tempo impiega a penetrare e che cosa fa alla luce. Ecco cinque materie viste molto da vicino.

Cinque materie al microscopio

Viste ravvicinate disegnate per questa pagina, a titolo illustrativo.

Cinque materie al microscopio12345
  1. Il balsamo. Ricco, denso, fonde al calore del dito. Resta in superficie e fa da coperchio: è un occlusivo.
  2. Lo scrub. Granelli di zucchero sospesi in un corpo grasso. I granelli staccano le pellicine, il grasso evita che il gesto sia aggressivo.
  3. La maschera. Più acquosa e più morbida, porta acqua e le lascia il tempo di sistemarsi durante la posa.
  4. Il gloss. Una materia spessa e trasparente, fatta per riflettere la luce. Il riflesso dà l'illusione del volume.
  5. Il colore. Pigmenti, cere e oli. La cera tiene, l'olio scivola, i pigmenti coprono.

L'ordine di applicazione non è un dettaglio

Regola semplice e valida ovunque: dal più fluido al più ricco. Una texture densa messa per prima impedisce alle altre di lavorare. Una texture leggera messa per prima si sistema, poi si lascia coprire.

Dal più leggero al più ricco

Dal più leggero al più ricco1234
  1. Le texture acquose. Portano acqua, devono toccare la pelle per prime.
  2. I sieri e i gel. Depositano gli attivi che trattengono quell'acqua.
  3. Le creme. Levigano, nutrono, iniziano a fare da coperchio.
  4. I balsami e gli oli. Chiudono tutto. Sempre per ultimi.

Perché è la luce a fare il lavoro

Una superficie opaca assorbe la luce, una superficie liscia la rimanda. È tutta qui la meccanica del gloss: non gonfia proprio nulla, crea un riflesso centrale che l'occhio interpreta come volume. Lo stesso vale per un labbro ben nutrito, che torna liscio e cattura di nuovo la luce.

Un balsamo grasso è più efficace di una texture leggera?

È più occlusivo, quindi trattiene meglio. Ma se sotto non c'è acqua, trattiene il vuoto. L'uno non sostituisce l'altra.

Perché certi balsami fanno venire voglia di riapplicarli di continuo?

Una texture che evapora in fretta o che contiene agenti rinfrescanti dà una sensazione breve, poi la mancanza torna. Un trattamento nutriente si fa dimenticare più a lungo.

Il gloss rovina le labbra?

No, ma messo da solo su un labbro secco brilla su una superficie irregolare. Prima nutri, poi fai brillare.

Quiz illustrato Riconosci la materia

Osserva la tavola, poi rispondi.

In questa tavola, quale materia corrisponde a uno scrub?12345

In questa tavola, quale materia corrisponde a uno scrub?

In quale ordine applicare?

Il gloss dà l'impressione di un labbro più pieno perché:

10Chimica

Il pH, e il colore che appartiene solo a te

L'essenziale in 10 secondi 2 min di lettura
  • La tua pelle è leggermente acida, intorno a pH 5, ed è una protezione.
  • Un rossetto pH reagisce al tuo labbro e rivela una tinta solo tua.
  • Due donne, lo stesso stick, due tinte: è esattamente il principio.

Il pH misura l'acidità, su una scala da zero a quattordici. Sotto sette è acido, sopra è alcalino. La tua pelle vive naturalmente intorno a cinque, quindi leggermente acida, e non è un caso: quell'acidità gentile fa parte della sua protezione.

Dove si collocano le cose che conosci

Dove si collocano le cose che conosci024681012141234acidealcalin
  1. Verso due. Il succo di limone, decisamente acido.
  2. Intorno a cinque. Il mantello protettivo della tua pelle, leggermente acido. È il suo equilibrio.
  3. Sette. L'acqua pura, neutra.
  4. Verso nove. Un sapone classico, alcalino. Deterge, ma sposta l'equilibrio della superficie per un po'.

Perché quel numero conta

Questa leggera acidità, che si chiama , ostacola i batteri indesiderati e aiuta gli enzimi della pelle a lavorare. Dopo una detersione troppo alcalina la pelle impiega un certo tempo a tornare al suo equilibrio, e in quel tempo si difende meno. Da qui la sensazione di pelle che tira dopo un sapone troppo forte.

Il principio di un rossetto che cambia colore

È chimica, non magia, ed è perfino una reazione molto antica. Alcuni coloranti cambiano tinta secondo l'acidità dell'ambiente in cui si trovano. Il più noto si ricava da un fiore. Messo su un labbro, quel colorante reagisce al pH di quel labbro, che non è esattamente quello della tua amica.

Tre tempi, una tinta

È il principio del Rossetto pH Glow.

Tre tempi, una tinta1pH23
  1. All'inizio. Lo stick sembra quasi incolore, o di un tono unico. Niente lascia indovinare il risultato.
  2. L'incontro. Il colorante entra in contatto con l'umidità e con il pH del tuo labbro.
  3. La tinta. Il colore si rivela, legato alla tua chimica. Su un'altra persona lo stesso stick darà una sfumatura diversa.
Due donne, lo stesso stick, due tinte. Non è un difetto di fabbricazione: è esattamente ciò che il prodotto deve fare.
La tinta può cambiare da un giorno all'altro?

Leggermente sì. L'idratazione del labbro, la temperatura e il momento della giornata influiscono sulla resa.

Bisogna aspettare dopo l'applicazione?

Circa un minuto. La reazione non è istantanea, il colore sale poco a poco.

Su un labbro molto secco la resa cambia?

Sì, e raramente in meglio. Una superficie irregolare dà un colore irregolare. Prepara il labbro e il risultato sarà più netto.

Quiz Il pH in quattro domande

Il pH naturale della pelle si colloca intorno a:

Un sapone classico è piuttosto:

Un rossetto detto pH reagisce:

Due persone ottengono due tinte diverse con lo stesso stick. È:

11Pratica

Il rituale, cinque gesti nell'ordine giusto

L'essenziale in 10 secondi 2 min di lettura
  • Cinque gesti, cinque minuti, sempre nello stesso ordine.
  • Lo scrub: due o tre volte a settimana, non di più.
  • Il trattamento della sera: ogni sera, per tutta la notte. È il gesto che cambia tutto.

Adesso sai come funziona la pelle. Passiamo alle mani. Cinque gesti, cinque minuti in tutto, e soprattutto un ordine che non si discute: si prepara, si leviga, si nutre, si rimpolpa, si colora.

I primi quattro tempi

I primi quattro tempi1234
  1. Preparare. Togliere i residui della giornata, senza strofinare, con un dischetto morbido e un po' di sostanza grassa.
  2. Levigare. Uno scrub molto delicato, a piccoli cerchi, due o tre volte a settimana, non di più.
  3. Nutrire. Una nocciola di trattamento, picchiettata dal centro verso gli angoli.
  4. Colorare. Su un labbro preparato il colore si posa meglio e dura più a lungo.
  1. PreparareLa sera, togli ciò che resta della giornata. Niente sfregamento, niente acqua bollente. Un dischetto imbevuto di una sostanza grassa porta via tutto con delicatezza.
  2. LevigareDue o tre volte a settimana, piccoli cerchi per trenta secondi con uno scrub a base di zucchero, sulle labbra umide, poi si risciacqua. Non più spesso: il labbro ha solo tre o cinque strati in superficie.
  3. NutrireOgni sera, uno strato generoso di trattamento nutriente, tenuto tutta la notte. È il gesto più redditizio di tutta la routine.
  4. RimpolpareUn massaggio di un minuto, descritto qui sotto. Gratuito, quotidiano, e visibile subito.
  5. ColorareAl mattino, su un labbro preparato, il Rossetto pH Glow, e se ami la luce una punta di gloss solo al centro.

Il massaggio di un minuto

Sempre dal centro verso l'esterno, senza premere
Dieci secondi: piccoli cerchi sul labbro inferiore, dal centro verso gli angoli.
Dieci secondi: la stessa cosa sul labbro superiore.
Venti secondi: pizzicotti leggerissimi su tutto il contorno, per risvegliare la circolazione.
Venti secondi: picchiettii con i polpastrelli, senza mai tirare la pelle.
Il massaggio non sostituisce nulla, ma fa due cose semplici: attiva la circolazione di superficie e ti obbliga a prenderti un minuto per te. Si vedono entrambe.

Quiz L'ordine giusto, i ritmi giusti

Con quale frequenza fare lo scrub alle labbra?

Qual è il momento migliore per un trattamento nutriente?

In che ordine applicare trattamento e colore?

Il massaggio delle labbra agisce soprattutto:

Crucipuzzle I cinque gesti nascosti

Tocca la prima lettera di una parola, poi la sua ultima lettera. Le parole si nascondono in orizzontale, in verticale e in diagonale.

  • Preparare
  • Levigare
  • Nutrire
  • Massaggio
  • Colorare

12Ritmo

La notte, il laboratorio della pelle

L'essenziale in 10 secondi 2 min di lettura
  • Di giorno la pelle si difende. Di notte ripara.
  • Una cellula impiega circa 28 giorni a risalire in superficie.
  • Non giudicare mai un trattamento prima di quattro settimane.

La pelle non fa le stesse cose di giorno e di notte. Di giorno si difende. Di notte mette in ordine, ripara, sostituisce. Ecco perché un trattamento applicato la sera non rende come lo stesso trattamento applicato la mattina.

Ventiquattro ore in un'immagine

Ventiquattro ore in un'immagine061218123
  1. Il giorno. La pelle si protegge: produce più sebo, incassa inquinamento, luce e sfregamenti.
  2. La notte. Il rinnovamento accelera, la microcircolazione aumenta, e la pelle perde anche più acqua: ha quindi più bisogno di essere coperta.
  3. Nel cuore della notte. È il periodo in cui il lavoro di riparazione è più intenso. Un trattamento messo prima di dormire ci partecipa.

Ventotto giorni, una cellula, un viaggio

Una cellula nasce in fondo all'epidermide, risale lentamente appiattendosi, muore per strada e infine si stacca in superficie senza che tu te ne accorga. In una pelle giovane il viaggio dura circa ventotto giorni. Con gli anni si allunga, ed è una delle ragioni per cui il viso diventa più spento: le cellule morte restano più a lungo in superficie.

Il viaggio di una cellula

Circa ventotto giorni in una pelle giovane, di più in seguito.

Il viaggio di una cellula1234285
  1. Nasce in fondo, rotonda e piena d'acqua.
  2. Risale appiattendosi poco a poco.
  3. Si indurisce e diventa un mattone del muro.
  4. Arriva in superficie, completamente piatta.
  5. Si stacca, e il posto è preso da quella dopo.
28giorni

È la durata di un ciclo completo. Detto altrimenti: non giudicare mai un trattamento prima di tre o quattro settimane, perché non hai ancora visto una sola cellula fare tutto il percorso.

Questo numero è anche un'ottima notizia: ciò che inizi oggi comincia a vedersi tra un mese, a qualsiasi età.

Dormire

Sette ore regolari valgono più di dieci ore un giorno su tre. La pelle ama gli orari stabili.

Coprire

Di notte la perdita d'acqua aumenta. Un trattamento più ricco la sera non è un lusso, è logica.

Avere pazienza

Un ciclo completo dura quattro settimane. Un trattamento giudicato in tre giorni è un trattamento giudicato male.

Quiz Che cosa succede mentre dormi

Un ciclo di rinnovamento dura circa:

Di notte la pelle:

Perché il viso diventa più spento con gli anni?

13Ogni giorno

Quel che la tua vita fa alla tua pelle

L'essenziale in 10 secondi 2 min di lettura
  • Nessun trattamento compensa una vita che gli rema contro.
  • Lo zucchero in eccesso irrigidisce le fibre: si chiama glicazione.
  • Una sola abitudine cambiata questo mese vale più di cinque abbandonate.

Nessun trattamento compensa una vita che gli rema contro. Questo capitolo non fa la morale: spiega soltanto il meccanismo dietro ogni abitudine, perché tu possa scegliere con cognizione di causa.

L'acqua

Arriva alla pelle per ultima, dopo gli organi vitali. Bere non sostituisce un trattamento, ma un corpo che manca d'acqua si vede in viso.

Il sonno

È di notte che il rinnovamento accelera. La carenza cronica si legge sul viso prima che altrove.

La tavola

I picchi di zucchero favoriscono la glicazione, quel fenomeno che irrigidisce le fibre di sostegno. I grassi buoni, invece, partecipano al comfort della barriera.

Il fumo

Riduce l'apporto dall'interno e affatica le fibre. Segna anche il contorno della bocca con il gesto ripetuto.

Lo stress

Sbilancia la barriera e rallenta la riparazione. Una pelle sotto stress reagisce di più a tutto.

Il movimento

L'attività fisica migliora la circolazione di superficie, e si vede sul viso già il giorno dopo.

La glicazione, in due frasi

Quando lo zucchero circola in eccesso si lega alle proteine, collagene compreso. Le fibre diventano più rigide e si riparano peggio. È un fenomeno naturale, che non si annulla, ma che si rallenta con un'alimentazione più stabile.

Promemoria utile

Ciò che applichi agisce in superficie, ciò che vivi agisce in profondità. Contano entrambe le cose.

Promemoria utilenCOONHOH1 g1 L123
  1. Il motivo che si ripete. Il tuo corpo produce da solo questo acido ialuronico, nella pelle e nelle articolazioni.
  2. I gruppi carichi. Attirano l'acqua e la trattengono in superficie.
  3. L'ordine di grandezza. Un grammo può trattenere quasi un litro d'acqua.
Il gesto Reveline
Scegli una sola abitudine da cambiare questo mese, la più facile per te. Un'abitudine mantenuta vale più di cinque abbandonate.

Quiz I meccanismi, non le prediche

La glicazione è:

Il ritmo di sonno migliore per la pelle è:

Bere molta acqua basta a idratare la pelle?

14Correzioni

Dieci errori che facciamo tutte

L'essenziale in 10 secondi 2 min di lettura
  • Inumidirsi le labbra: l'errore più frequente, e il più facile da correggere.
  • Strappare le pellicine porta via tessuto vivo.
  • Acqua bollente, sfregamento e fretta fanno più danni di quanto si creda.

Nessuno di questi errori è grave. Tutti sono frequenti, e tutti si correggono in una settimana. Li vediamo passare ogni giorno nei messaggi che ci scrivete.

  1. Inumidire le labbraLa saliva evapora portando via acqua. Tre secondi di sollievo, una giornata di secchezza.
  2. Fare lo scrub troppo spessoDue o tre volte a settimana bastano. Oltre, si aggredisce una superficie che ha pochissimo per difendersi.
  3. Strappare le pellicineNon vengono mai via da sole e portano con sé tessuto vivo. Un po' di sostanza grassa sopra, qualche ora di pazienza, e si staccano da sole.
  4. Giudicare un trattamento in tre giorniUn ciclo completo dura quattro settimane. Tre giorni non dimostrano nulla, né in un senso né nell'altro.
  5. Lavarsi con acqua bollenteScioglie il cemento grasso della superficie. Tiepida deterge altrettanto bene.
  6. Sovrapporre i prodotti a casoDal più fluido al più ricco, sempre. Altrimenti il primo arrivato blocca gli altri.
  7. Cambiare prodotto ogni meseNon si dà mai a una routine il tempo di dimostrare qualcosa, e non si saprà mai che cosa ha funzionato.
  8. Dimenticare il sole d'invernoGli UVA ci sono tutto l'anno, anche con il cielo grigio, anche dietro un vetro.
  9. Strofinare invece di picchiettareLe zone sottili non amano lo sfregamento. Picchiettare basta per far penetrare.
  10. Mettere il colore su un labbro seccoIl risultato sarà irregolare e finirà nelle righine. Prima prepara, poi colora.
Se devi correggerne uno solo: smetti di inumidirti le labbra. È l'errore più frequente, il più invisibile, e quello il cui effetto si vede più in fretta.

Vero o falso Cinque riflessi da decidere

Strappare una pellicina accelera la guarigione.

Un trattamento si giudica dopo quattro settimane.

Picchiettare fa penetrare bene quanto strofinare.

Lavarsi il viso con acqua molto calda deterge meglio.

Cambiare prodotto ogni mese è il modo migliore per trovare quello giusto.

15Si comincia

Il tuo programma di quattro settimane

L'essenziale in 10 secondi 2 min di lettura
  • Quattro settimane, la durata di un ciclo completo della pelle.
  • La sera conta di più: nutrire, ogni sera, per la notte.
  • Fai una foto oggi, e confronta tra 28 giorni.

Quattro settimane sono la durata di un ciclo completo. Ecco un programma realistico, scritto per essere seguito e non per fare colpo. Anche se segui solo la colonna della sera, vedrai già una differenza.

Stampa questa pagina o tieni la scheda aperta: i tuoi progressi restano salvati in questo browser.
SettimanaLa mattinaLa seraDue o tre volte a settimana
1Detergere con acqua tiepida, applicare un trattamento, poi il coloreStruccare, poi nutrire con uno strato generoso per tutta la notteUno scrub molto delicato, trenta secondi
2Come sopra, aggiungendo un minuto di massaggioNutrire per la notte, e osservare il contornoUno scrub delicato, subito prima del trattamento della sera
3Colore su labbro preparato, gloss solo al centroNutrire per la notte, e annotare che cosa è cambiatoUno scrub delicato, subito prima del trattamento della sera
4Routine completa, ormai automaticaNutrire per la notte, confrontare con la prima settimanaUno scrub delicato, e una foto per confrontare

Come capire che funziona

Settimana 1: la sensazione di labbra che tirano a fine giornata diminuisce.
Settimana 2: le pellicine si fanno più rare, il trattamento dura di più.
Settimana 3: il colore si posa in modo più uniforme e migra meno.
Settimana 4: il contorno è più netto e la luce si posa meglio al centro del labbro.
Fai una foto oggi, alla luce del giorno, senza trucco. La riprenderai tra ventotto giorni, nello stesso posto e alla stessa ora. È l'unico giudice onesto.

Cruciverba Lo schema del magazine

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E il vero regalo è questo

Il gesto che teniamo sempre per ultimo. La sera, dopo aver applicato il trattamento, chiudi le labbra, appoggiaci sopra indice e medio distesi e respira tre volte lentamente. Il calore della mano scioglie il prodotto e lo porta dove il dito non arriva mai strofinando: in fondo alle righine verticali. Trenta secondi, ogni sera. È l'unico momento della giornata in cui la tua bocca non fa assolutamente nulla, ed è quello in cui lavora meglio.